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Latte crudo: garanzie ai consumatori (04/12/08)

"Garantire una corretta e trasparente informazione al consumatore in merito alla modificazione delle componenti qualitative e di freschezza del latte crudo dovuta alla bollitura prima del consumo, giudicata necessaria dalle autorità sanitarie per assicurare l'eliminazione dei microorganismi patogeni in esso presenti". Questa la richiesta avanzata dal Sen Paolo De Castro, ex Ministro delle Politiche Agricole del Governo Prodi, all'attuale Ministro del Welfare in una interrogazione parlamentare. Il Ministero è intervenuto sulla questione ieri sera con un comunicato stampa, anche in risposta alle notizie diffuse da vari organi di informazione.

Nel comunicato si legge che con una Intesa con le Regioni si e' gia' previsto l'esclusione dalla produzione di latte crudo degli animali portatori del batterio. Inoltre il Consiglio Superiore di Sanità, che si è già riunito a metà novembre, sarà nuovamente interpellato il 18 dicembre per fissare ulteriori misure a tutela della salute pubblica e per l'informazione dei consumatori.

Una circolare ministeriale della Direzione generale della sicurezza degli alimenti, riferiva a ottobre di segnalazioni di ''casi umani'' di infezione da E. coli O157 ''associate al consumo di latte crudo''. Dai controlli eseguiti nelle aziende di produzione, prosegue la circolare, ''sono state riscontrate diverse positivita' per E. coli O157 sia nel latte crudo, destinato come tale al consumo umano, sia nelle feci degli animali produttori''. Nel frattempo sono pervenute al ministero alcune richieste sulla possibilita' di riammettere ''nel circuito del latte crudo'', il latte di animali risultati in passato positivi ai controlli, ''a seguito di successivi campioni risultati negativi''. Da qui la richiesta di un parere al Consiglio Superiore di Sanita'.

Sul rischio collegato al consumo di latte crudo distribuito direttamente al consumatore attraverso erogatori automatici situati presso gli allevamenti, consumo che avrebbe portato a una quarantina di infezioni fra i bambini causato dal batterio E-coli, il Ministero ha predisposto, con la collaborazione delle Regioni e Province Autonome, un documento approvato in Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano con Intesa del 25 gennaio 2007.

Questo testo costituisce una linea guida per le Regioni in quanto fornisce indicazioni sulle procedure di registrazione delle Aziende destinate alla produzione di latte crudo, i controlli ufficiali e le procedure di autocontrollo che gli stessi allevatori devono mettere in vigore per garantire un prodotto sicuro. L'Intesa prevede in particolare che per le prevenzione delle infezioni da Escherichia coli verocitotossici, l'azienda di produzione che intende commercializzare latte crudo dovra' effettuare controlli analitici in allevamento, sulle feci e sul latte, per escludere eventuali positivita' da questo tipo di agente patogeno ed escludere dalla produzione di latte crudo i soggetti portatori. I controlli sugli animali produttori ''sono stati inclusi poiche' il controllo del prodotto finito, da solo, non garantisce una riduzione significativa del rischio per il consumatore''.

E potrebbe arrrivare un'ordinanza per sospendere la vendita diretta dai produttori ai consumatori di latte crudo non pastorizzato. "Sto pensando a un provvedimento del genere, in attesa della riunione urgente del Consiglio superiore di sanità indetta per il 9 dicembre e dell'incontro tecnico-scientifico che ho organizzato con il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia il 10 dicembre.
L'obiettivo è prendere decisioni che limitino i rischi sanitari legati al consumo di questo alimento". Ad annunciarlo è il sottosegretario alla Salute Francesca Martini, durante una conferenza stampa indetta al ministero del Welfare sui casi sospetti di alcuni bambini che si sono sentiti male dopo aver bevuto il latte distribuito in bottiglie, direttamente dagli allevatori. "Questi distributori - ha spiegato Martini - vendono latte non pastorizzato senza fornire informazioni ai consumatori su come gestirlo. Si tratta di un alimento che non ha subìto i trattamenti necessari per eliminare gli agenti patogeni potenzialmente nocivi che può contenere". Il messaggio da diffondere prima che le autorità arrivino a prendere decisioni sul tema "è dunque bollire sempre questo latte prima di consumarlo. Apparteniamo a una generazione che da tempo ormai non è abituata a farlo", ma in questo caso è l'unico modo per scongiurare rischi per la salute.


(fonte: @nmvi Oggi)




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