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Gatto muore, veterinario paga danno morale (04/03/09)
La Cassazione riconosce il danno morale per la morte del gatto. Secondo i
magistrati della Suprema corte, infatti, il giudice di pace può disporre
l'indennizzo del danno non patrimoniale anche fuori "dei casi determinati dalla
legge e di quelli attinenti alla lesione dei valori della persona umana
costituzionalmente protetti", se il danneggiato dimostra (anche attraverso
presunzioni) il pregiudizio subito. La
sentenza n. 4493 dello scorso 25 febbraio, nel rigettare il ricorso di una clinica
veterinaria risultata responsabile del decesso di un gatto in seguito a
prestazioni sanitarie negligenti, ha affermato che anche la perdita di un
animale può essere causa di un risarcimento morale che in quanto tale non
rappresenta una conseguenza automatica dell'illecito.
La decisione n. 4493, depositata lo scorso 25 febbraio ha confermato quanto
aveva deciso il giudice di pace su una vicenda giudiziaria tra una struttura
sanitaria specializzata in animali e il proprietario della bestia. Dalle
dichiarazione degli interessati era emerso che la clinica si era comportata in
maniera negligente dal momento che l'unico intervento medico che risultava
eseguito nel corso della degenza era una fatale trasfusione di sangue. La
trasfusione infatti era stata fatta senza prima accertarsi sulle condizioni
dell'animale donatore, che dopo alcuni giorni dal prelievo era deceduto, perché
affetto da una malattia ematica. A distanza di poco tempo anche il gatto era
peggiorato fino a morire quando era ancora ricoverato in clinica.
Il fatto che l'intervento fosse stato messo in atto senza i preventivi
controlli sulla qualità del sangue utilizzato è per i magistrati la prova di un
comportamento imprudente e disattento che ha provocato la morte dell'animale e
per il quale la clinica deve rispondere versando una somma a titolo di
indennizzo per il danno morale cagionato al proprietario del gatto. Il principio
di diritto espresso dalla sentenza dei magistrati di Piazza Cavour è che il
giudice di pace, nell'ambito del solo giudizio di equità, può ordinare il
risarcimento del danno non patrimoniale anche fuori dei casi determinati dalla
legge e di quelli attinenti alla lesione dei valori della persona umana
costituzionalmente protetti, sempre che il danneggiato abbia allegato e provato,
anche attraverso presunzioni (in questo caso il nesso trasfusione-morte del
gatto), il pregiudizio subito, essendo da escludere che questo tipo di danno
rappresenta una conseguenza automatica dell'illecito.
La
"Linea guida relativa all'esercizio delle attività sanitarie riguardanti la medicina
trasfusionale in campo veterinario" è stata approvata dalla Conferenza Stato
Regioni il 20 dicembre scorso. ( Accordo tra il Governo, le Regioni e le
Province Autonome di Trento e Bolzano del 20 dicembre 2007)
(fonte: @nmvi Oggi)

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