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Latte crudo, garanzie sui farmers market (18/03/09)
L'On Mura ha presentato una interrogazione parlamentare al Ministero della
Salute per chiedere di limitare la vendita di tutti i prodotti privi di
etichettatura presso distributori automatici e farmers market. L'interrogante
chiede anche di consentire solo ai farmers market che si sottopongano ad
adeguati controlli igienico sanitari di accedere alle eventuali agevolazioni
concesse da Regioni e Province. Le richieste prendono le mosse da dichiarazioni
del Sottosegretario Martini circa l'ipotesi di un provvedimento allo studio del
Governo, «per sospendere la distribuzione di latte crudo fino a quando non ci
sarà un adeguamento dell'informazione per la salute nella quale sia chiaro che
il latte crudo va consumato solo dopo la bollitura» e che «non ci possono essere
sul territorio distributori di latte crudo non pastorizzato esenti dalle
normative sanitari".
Il Sottosegretario Francesca Martini ha risposto ricordando i contenuti
dell'ordinanza 10 dicembre 2008, in base alla quale "qualora il latte venga
ceduto direttamente in allevamento senza transitare attraverso le macchine
erogatrici, il produttore ha l'obbligo di comunicare le modalità di consumo
all'acquirente. Per quanto riguarda la vendita di prodotti presso i farmers
market- il Sottosegretario ha precisato che "la vigente normativa comunitaria
sulla sicurezza alimentare non si applica ai «piccoli quantitativi di prodotti
primari ceduti dall'allevatore al consumatore», i quali ricadono nella
definizione di commercio al dettaglio".
Le cessioni di prodotti primari costituiscono la cosiddetta «filiera corta»,
ossia il consumatore compra direttamente l'alimento dal produttore, acquisendo
direttamente da quest'ultimo le informazioni relative all'origine e alla
produzione. Inoltre- ha concluso Francesca Martini- " i servizi veterinari
istituiti nel dipartimento di prevenzione delle ASL Aziende Sanitarie Locali
curano costantemente gli aspetti sanitari degli allevamenti, in particolar modo
il monitoraggio e l'eradicazione delle malattie infettive che interessano il
bestiame e l'uomo (brucellosi e tubercolosi), il miglioramento dell'igiene dei
prodotti dell'allevamento, il corretto uso dei mangimi e dei farmaci
somministrati agli animali. I servizi suddetti devono inoltre verificare la
corretta applicazione delle procedure di identificazione degli animali, grazie
alle quali è possibile garantire la rintracciabilità dei prodotti anche a
livello della produzione primaria".
(fonte: @nmvi Oggi)

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