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Bocconi avvelenati: richiamo ai Prefetti (31/03/09)

Nel quadro dell'emergenza randagismo si è verificato un incremento ulteriore dei fenomeni delittuosi legati allo spargimento di bocconi killer volti all'avvelenamento di cani con correlato rischio per la salute pubblica, per la fauna selvatica, nonché per l'ambiente.

In questo contesto il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha assunto la decisione di inviare una lettera ai Prefetti per richiamarli ad una pronta applicazione di quanto disposto dall'Ordinanza recante "Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati" che ha emanato il 18 dicembre 2008.

In particolare il Sottosegretario Martini ha invitato i Prefetti ad una rapida istituzione del previsto Tavolo di coordinamento con le Forze dell'ordine e gli Enti interessati.Il medico veterinario che, sulla base di una sintomatologia conclamata, emette diagnosi di sospetto di avvelenamento o viene a conoscenza di un caso di avvelenamento di un esemplare di specie animale domestica o selvatica, deve darne immediata comunicazione al sindaco e al Servizio veterinario della Azienda sanitaria locale territorialmente competente.
In caso di decesso dell'animale il medico veterinario deve inviare le spoglie e ogni altro campione utile all'identificazione del veleno o della sostanza che ne ha provocato la morte all'Istituto zooprofilattico sperimentale competente per territorio, accompagnati da referto anamnestico, al fine di indirizzare la ricerca analitica. A seguito di episodi ripetuti, ascrivibili alle stesse circostanze di avvelenamento confermato dall'Istituto zooprofilattico sperimentale, il medico veterinario, ove ritenga, puo' emettere diagnosi autonoma, senza l'ausilio di ulteriori analisi di laboratorio.

Sui compiti assegnati al medico veterinario, l'Anmvi ha avanzato alcune osservazioni alla competente direzione generale di sanità animale e altrettante richieste di modifica all'indirizzo del Sottosegretario Martini.
Le modifiche sono tese a sanare alcune incongruenze con la normativa sui rifiuti speciali e ad agevolare la piena attuazione dei compiti posti in capo al medico veterinario. L'Anmvi ha anche chiesto che sia assicurata la presenza di un veterinario libero professionista al tavolo di coordinamento istituito presso ogni prefettura.


(fonte: @nmvi Oggi)




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