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ONAOSI

Opera Nazionale Assistenza Orfani Sanitari Italiani

L'attività della Fondazione è finalizzata a obiettivi di solidarietà e assistenza, ha per scopo primario il sostegno, l'educazione, l'istruzione e la formazione, degli orfani, figli legittimi, adottivi o naturali riconosciuti, di medici-veterinari, farmacisti, medici-chirurghi ed odontoiatri, contribuenti obbligatori o volontari, per consentire loro di conseguire un titolo di studio ed accedere all'esericizio di una professione o un'arte.

Le quote Onaosi variano in base al reddito ed alla anzianità ordinistica e vanno da un minimo di Euro 25,00 annui ad un massimo di euro 155,00

La modulistica per l'iscrizione volontaria è reperibile sul sito internet
www.onaosi.it alla pagina www.onaosi.it/form/nondipendenti.htm

Per informazioni:

848 800775 (da telefoni fissi costo di una chiamata urbana)
075 869511 (per chiamate da cellulare e dall'estero)

da lunedì a giovedì dalle 8.30 alle 13.30 e dalle 15.00 alle 17.30
il venerdì dalle 8.30 alle 13.30




[13/03/2010]

Per i sanitari che sono già contribuenti volontari ONAOSI scade il 31 marzo 2010 il termine ultimo utile per il versamento della quota relativa al corrente anno.
Tale versamento tempestivo è indispensabile per non perdere i diritti acquisiti e per continuare a fruire delle prestazioni e dei servizi eventualmente già in godimento, ma anche per non interrompere la regolarità e la continuità di contribuzione ai fini dei benefici e vantaggi futuri.

Per i sanitari non dipendenti pubblici che invece non sono ancora iscritti e contribuenti ONAOSI, è di primaria importanza informarli e sensibilizzarli il più possibile e nelle modalità più esaustive sulle opportunità e i vantaggi che mette loro a disposizione la Fondazione, anche per quanto riguarda il recentissimo ampliamento dell'offerta di prestazioni assistenziali in loro favore. Va fatto peraltro presente che, secondo l'art. 5, comma 3, dell'attuale regolamento di riscossione della Fondazione, "in 3 caso di decesso, si considera adempiente il contribuente in regola con i versamenti dell'anno precedente e per il quale non sia ancora scaduto il termine per il versamento dei contributi dovuti nell'anno del decesso".

E' quindi nell'interesse del sanitario provvedere quanto prima possibile, se non già fatto, ad iscriversi volontariamente all'ONAOSI ed eseguire con puntualità e tempestività il versamento della quota annuale dovuta.

Nel rimandare al materiale informativo, alla tabella delle quote ed alla modulistica allegata, in cui sono riportate in dettaglio tutte le indicazioni e le istruzioni necessarie per ogni corretto e tempestivo adempimento da parte del sanitario, è utile evidenziare che:
  • le quote sono rimaste invariate rispetto agli anni precedenti;
  • il sanitario contribuente volontario, secondo fasce prestabilite di reddito e periodi di anzianità di iscrizione all'Ordine Provinciale, può ottenere una significativa riduzione della quota annuale massima (Euro 155,00) mediante autocertificazione delle condizioni che danno titolo alla riduzione stessa (fino ad una quota annuale minima di Euro 25,00);
  • sarebbe preferibile che il sanitario optasse per la modalità di assolvimento della quota annuale mediante RID, cioè dando disposizione permanente alla propria Banca di eseguire il pagamento delle quote dovute all'ONAOSI alle scadenze previste, garantendo così tempestività e continuità di versamento. Risulta infatti il modo più sicuro per il sanitario di evitare rischi di dimenticanze o di sviste nella tempistica del pagamento che, come sopra evidenziato, potrebbero fargli perdere i benefici acquisiti o a cui avrebbero avuto titolo.

www.onaosi.it

DR. UMBERTO ROSSA
Consigliere di Amministrazione ONAOSI
Delegato alla Comunicazione


[17/07/2009]

COMUNICATO GIUNTA ESECUTIVA
DEL 6 GIUGNO 2009

In data 6 giugno 2009 si è riunita la Giunta Esecutiva della Fondazione, presieduta dal Dr. Aristide Paci.

Nei giorni dal 14 al 17 maggio 2009 si è svolto a Perugia l'Orientamento alla scelta universitaria. All'iniziativa hanno partecipato 39 assistiti a domicilio e 4 convittori che stanno frequentando l'ultimo anno della scuola media superiore, provenienti da varie regioni. In continuità con la formula dello scorso anno, si è voluto far conoscere direttamente agli assistiti le strutture ricettive della Fondazione ONAOSI, con particolare attenzione ai servizi educativi ed alle attività extradidattiche che si svolgono nei Collegi cittadini e l'offerta formativa dell'Università degli Studi di Perugia. I ragazzi, come già in passato, hanno confermato 1' apprezzamento per l'iniziativa promossa dalla Fondazione. . . La Giunta Esecutiva ha deliberato di accogliere, verificata la sussistenza delle condizioni previste, le ulteriori istanze di adesione volontaria per n. 20 Sanitari nel frattempo pervenute. La Giunta Esecutiva ha preso atto della prima bozza di Bilancio Consuntivo 2008 e dell'ipotesi di assestamento del Bilancio Preventivo 2009. Ha dato mandato al Responsabile dell'Area Economico Finanziaria di provvedere ad effettuare le necessarie integrazioni tecniche in relazione alle verifiche emerse in corso di seduta, nonché, di trasmettere i suddetti documenti, per gli adempimenti di competenza, alla Società di revisione incaricata ai sensi del D. Lgs. 509/1994 e al Collegio Sindacale della Fondazione per gli adempimenti di rispettiva competenza. Il Bilancio Consuntivo 2008 e i documenti collegati saranno sottoposti all'approvazione del Consiglio di Amministrazione nella seduta del 27.06.09, come previsto dall'art. 19 dello Statuto vigente.

La Giunta Esecutiva, sulla base delle istanze pervenute a seguito di avviso interno diramato nelle precedenti settimane, ha assegnato la responsabilità per gli Istituti Maschili e Femminili per la durata dell'anno accademico 2009/2010 (1 settembre 2009 al 31 agosto 2010).

In relazione al terremoto d'Abruzzo l'ONAOSI, a concreto sostegno delle popolazioni colpite e, in particolare, dei contribuenti ed assistiti residenti nelle zone interessate dal sisma, in aggiunta a quanto già assunto (vedi precedente comunicato precedente) ha stabilito quanto segue:
  • di erogare sulla base degli aggiornamenti forniti dal Servizio Sociale di Roma ai n. 11 nuclei familiari residenti nei Comuni indicati dal Decreto n. 3 della Presidenza del Consiglio un contributo una tantum di € 3.000,00 per ogni nucleo che produca istanza e annoveri al proprio interno almeno un assistito con confermata assistenza ONAOSI nell'Anno Accademico 2008/2009. L'erogazione avverrà sulla base della dichiarazione della famiglia relativamente alla parziale o totale inagibilità della casa di prima abitazione ovvero di un atto pubblico che attesti lo stato d'inagibilità e/o di sgombero;
  • di estendere l'erogazione ad un nucleo familiare residente nel Comune di Pratola Peligna, che non è compreso nel Decreto n. 3 del Commissario Bertolaso, previa presentazione della copia conforme dell'ordinanza di sgombero che ha interessato il nucleo;
  • di riservare inoltre l'assegnazione del contributo economico ad eventuali nuovi nuclei familiari, residenti nei Comuni indicati dal Decreto n. 3 della Presidenza del Consiglio, che potranno fare richiesta di ammissione alle prime prestazioni entro il 31/8/2009 sempre che la casa di prima abitazione sia stata dichiarata (per effetto dell'evento sismico), da perizia o da atto pubblico, inagibile, totalmente o parzialmente, fermo restando il tetto di spesa stabilito.

L'impegno per tali interventi a carico dell'ONAOSI è pari ad Euro 36.000,00 ed è ricompreso in quello più ampio già assunto con delibera n. 104 del 13 maggio 2009 per circa complessivi Euro € 60.000,00. La Giunta Esecutiva ha stabilito per il solo anno scolastico 2008/2009 un premio di promozione di € 300,00 per gli studenti che frequentano la scuola secondaria di 1° grado da erogare agli assistiti richiedenti che abbiano riportato la promozione alla classe successiva con una media nelle valutazioni di fine anno ovvero l'esame finale del ciclo con una votazione non inferiore a 8/10; il premio sarà erogato in un'unica soluzione dopo la presentazione della documentazione attestante tale media, oppure tale votazione. La Giunta Esecutiva ha riconfermato la 5a edizione del Master di 1° livello in "Economia e Management Aziendale", da svolgersi nel corso del 2010 in collaborazione con l'Università degli Studi di Perugia - Facoltà di Economia.

Al corso possono accedere gratuitamente n. 20 assistiti che riceveranno anche un contributo di Euro 3000,00 ed inoltre a pagamento n. 5 figli di sanitari contribuenti, versando una quota di partecipazione di Euro 3000,00. La Giunta Esecutiva ha infine adottato altri provvedimenti relativi all'ordinaria gestione della Fondazione. Distinti saluti.

DR. UMBERTO ROSSA
Consigliere di Amministrazione ONAOSI Delegato alla Comunicazione

Scarica il comunicato in formato Acrobat



2007 - ANTICOSTITUZIONALITA’ DEL CONTRIBUTO


Con Sentenza n. 190 del 5 giugno 2007 la Corte Costituzionale ha dichiarato “l'illegittimità costituzionale dell'art. 2, lettera e), della legge 7 luglio 1901, n. 306 (Provvedimenti pel Collegio-convitto per gli orfani dei sanitari italiani in Perugia), quale sostituito dall'art. 52, comma 23 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria del 2003), nella parte in cui prevede che la misura del contributo obbligatorio di tutti i sanitari iscritti agli ordini professionali italiani è stabilita dal consiglio di amministrazione della Fondazione Opera Nazionale Assistenza Orfani Sanitari Italiani (ONAOSI), con regolamenti soggetti ad approvazione dei ministeri vigilanti, ai sensi dell'art. 3, comma 2, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509 (Attuazione della delega conferita dall'art. 1, comma 32 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, in materia di trasformazione in persone giuridiche private di enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza).

Per i giudici la questione di legittimità sollevata dal Tribunale di Parma, in riferimento all'art. 23 della Costituzione, “è fondata”. Nella sentenza si legge: “Non v'è dubbio che ai contributi in esame, siccome determinati con atto unilaterale, alla cui adozione non concorre la volontà del privato, sia da attribuire la natura di prestazioni patrimoniali obbligatoriamente imposte, come tali soggette alla garanzia dettata dall'articolo 23 Costituzione”.

Violato anche l’articolo 3 della Costituzione in quanto “ il contributo, così come in concreto quantificato dall'art. 4 del regolamento ONAOSI concernente la riscossione dei contributi obbligatori e volontari, approvato con l'atto interministeriale 31 luglio 2003, collide con il principio di uguaglianza dettato dall'art. 3 della Costituzione, atteso che esso viene posto a carico di tutti i soggetti obbligati in base al solo criterio dell'età anagrafica e senza alcun riguardo ai redditi di ciascuno di essi”.

E’ stato solo con successiva disposizione che la Fondazione- nel corso degli anni di contribuzione obbligatoria- ha modificato il proprio Regolamento parametrando la quota sulla base anche di criteri di redditività dei singoli contribuenti e apportando anche correttivi al ribasso degli importi inizialmente stabiliti. In ogni caso, così come licenziata dal Parlamento italiano, la norma finanziaria a favore dell’ONAOSI conteneva profili di illegittimità costituzionale.




RIMBORSABILI I CONTRIBUTI 2003 - 2006

La Corte Costituzionale con la sentenza N°190 del 15.06.2007 ha dichiarato l’illegittimità dell’art.2 lett. e) della legge N°306/1901, sostituito dall’art.52 comma 23 della legge N° 289/2002, in quanto non prevede i criteri in base ai quali quantificare concretamente gli oneri imposti ai sanitari.

Con tale sentenza la Corte Costituzionale non ha inteso dichiarare l’incostituzionalità tout court della norma che, dal 2003 al 2006 compreso, obbliga tutti i sanitari al versamento del contributo ONAOSI, ma – lasciando in essere tale obbligo negli anni sopra indicati – ha censurato la fissazione della misura del contributo obbligatorio, da parte del consiglio di amministrazione della Fondazione ONAOSI, per il mancato rispetto dei criteri fissati in materia dalla legge.

Va anche precisato che la Corte Costituzionale, nell’emanare la sentenza che si commenta, non si è pronunciata su un altro e diverso profilo di incostituzionalità, che pure era stato sollevato dal giudice di Parma, secondo il quale la norma impugnata sarebbe costituzionalmente illegittima anche nella parte in cui fonda il contributo non sul reddito ma sul solo dato anagrafico dell’età di chi è chiamato a versare il contributo. In ogni caso, alla luce della sentenza N° 190/2007, i contributi versati per gli anni 2003/2006 sono costituzionalmente illegittimi, e dunque la sentenza avrà delle conseguenze non solo per i singoli ricorrenti ma per tutti i sanitari, ivi compresi – naturalmente – i medici veterinari.

Pertanto, chi ha versato il contributo ONAOSI per gli anni dal 2003 al 2006 ha diritto a chiedere la ripetizione (vale a dire la restituzione) di quanto versato, con interessi legali e rivalutazione monetaria: sarà bene, in prima battuta, formulare l’istanza attraverso lettera raccomandata di un legale da indirizzarsi all’ONAOSI; nel caso che la richiesta non venga riscontrata entro il termine che sarà stato assegnato nella lettera, allora sarà necessario presentare un ricorso davanti al Giudice del Lavoro territorialmente competente, vale a dire (ai sensi dell’art.444 c.p.c.) il Tribunale del luogo in cui ha la residenza chi promuove il ricorso, ponendo – a sostegno della propria domanda – la pronuncia della Corte Costituzionale in commento (sent. N° 190/2007).

Si tratta di giudizi che durano, in media, qualche anno, anche se la durata varia in base al carico di lavoro di ciascun Tribunale.

I medici veterinari (e tutti i sanitari) che invece non hanno pagato i contributi per i suddetti anni e – sempre per gli anni dal 2003 al 2006 – si vedono recapitare una cartella esattoriale, possono proporre opposizione contro l’iscrizione a ruolo, chiedendo la dichiarazione di nullità e/o l’annullamento della cartella, anche in questo caso con ricorso dinanzi al Tribunale del Lavoro del luogo di residenza del ricorrente, entro il termine di giorni 40 dalla notifica della cartella esattoriale (d. lgs. 26.02.1999 N° 46 art.24). Anche in questo caso la durata del procedimento è di qualche anno (fatti sempre salvi i diversi tempi dei diversi Tribunali). Avv. Maria Teresa Semeraro




I VETERINARI CHIEDONO IL RIMBORSO

Arrivano a ritmo incessante e quotidiano, negli uffici dell’ANMVI, le richieste del fac-simile per il rimborso delle quote ONAOSI versate dai veterinari negli anni 2003-2006 in virtù di disposizioni di legge bocciate come anticostituzionali dalla Consulta.

Il rimborso attiene anchea alla restituzione delle somme con rivalutazione monetaria e interessi legali. Più complicato, ma egualmente efficace, l’iter di chi non aveva mai pagato la contribuzione obbligatoria: è necessario proporre individualmente ricorso contro l’iscrizione a ruolo, chiedendo la dichiarazione di nullità o l’annullamento della cartella.

Alla luce della sentenza della Corte Costituzionale, l’esecuzione forzata ed il fermo amministrativo dei beni mobili registrati (es. l’automobile) oppure l’ipoteca sugli immobili di proprietà, conseguenti al mancato pagamento del contributo, risultano azioni non più riconducibili ad un diritto di riscossione. Il ricorso è di competenza del giudice territorialmente competente cioè del tribunale del luogo in cui ha la residenza il veterinario ricorrente.

L’incostituzionalità, si legge sul Sole 24 Ore Sanità, si direbbe decretata anche per i contributi versati dai veterinari convenzionati e dipendenti, dato che la Finanziaria 2003 aveva affidato all’iniziativa del Consiglio di Amministrazione la determinazione delle quote, secondo procedure che, benchè approvate dai ministeri vigilanti, risultavano anticostituzionali alla fonte.

Il fac-simile può essere richiesto a: info@anmvi.it




LA SENTENZA

Sentenza 190/2007
Giudizio

Presidente BILE
Relatore MAZZELLA

Camera di Consiglio del 04/06/2007
Decisione del 05/06/2007

Deposito del 14/06/2007
Pubblicazione in G. U.

Massime:

SENTENZA N. 190

ANNO 2007

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE COSTITUZIONALE


composta dai signori:

- Franco BILE Presidente
- Giovanni Maria FLICK Giudice
- Francesco AMIRANTE "


- Ugo DE SIERVO "
- Paolo MADDALENA "
- Alfio FINOCCHIARO "
- Alfonso QUARANTA "
- Franco GALLO "
- Luigi MAZZELLA "
- Gaetano SILVESTRI "
- Sabino CASSESE "
- Maria Rita SAULLE "
- Giuseppe TESAURO "
- Paolo Maria NAPOLITANO "
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nel giudizio di legittimità costituzionale dell'articolo 52, comma 23, della legge 27 dicembre 2002,

n. 289 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge
finanziaria 2003), promosso con ordinanza del 14 giugno 2006 dal Tribunale di Parma nel
procedimento civile vertente tra Avanzini Ilaria ed altri e la Fondazione Opera Nazionale
Assistenza Orfani Sanitari Italiani (O.N.A.O.S.I.), iscritta al n. 597 del registro ordinanze 2006 e
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 1, prima serie speciale, dell'anno 2007.
Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri;

udito nella camera di consiglio del 4 giugno 2007 il Giudice relatore Luigi Mazzella.

Ritenuto in fatto

1. - Con ordinanza del 14 giugno 2006, il Tribunale di Parma, in funzione del giudice del lavoro
ha sollevato - in riferimento agli articoli 3 e 23 della Costituzione - questione di legittimità
costituzionale dell'articolo 52, comma 23, della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2003), - (recte: dell'art.
2, lettera e), della legge 7 luglio 1901, n. 306, Provvedimenti pel Collegio-convitto per gli orfani dei
sanitari italiani in Perugia), quale sostituita dall'art. 52, comma 23, della legge n. 289 del 2002, il
quale prevede il contributo obbligatorio di tutti i sanitari iscritti agli ordini professionali italiani dei
farmacisti, medici chirurghi, odontoiatri e veterinari, nella misura e con le modalità di versamento
stabilite dal consiglio di amministrazione della Fondazione Opera Nazionale Assistenza Orfani
Sanitari (ONAOSI), con regolamenti soggetti ad approvazione dei ministeri vigilanti, ai sensi


dell'art. 3, comma 2 del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509 (Attuazione della delega
conferita dall'art. 1, comma 32, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, in materia di trasformazione
in persone giuridiche private di enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza).

Nel caso concreto, l'articolo 4 del regolamento ONAOSI concernente la riscossione dei contributi
obbligatori e volontari, approvato con atto interministeriale del 31 luglio 2003, aveva determinato
l'entità del contributo in funzione esclusiva dell'età del soggetto obbligato. Il giudice rimettente
denuncia la non manifesta infondatezza della questione, in quanto la norma censurata, in contrasto
con l'articolo 23 Cost., non determina in via preventiva né in termini sufficientemente precisi i
criteri direttivi cui deve ispirarsi il consiglio di amministrazione della Fondazione, senza che sia
possibile desumere aliunde detti criteri.

Secondo il giudice a quo, non valgono a superare le carenze della norma censurata gli artt. 2 e 3
del decreto legislativo n. 509 del 1994, i quali attengono piuttosto alla gestione, in regime di
autonomia organizzativa e contabile dell'ente ed alla vigilanza ministeriale, né l'art. 3, comma 12
della legge 8 agosto 1995, n. 335 (Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e
complementare), trattandosi di disposizioni che comunque presuppongono criteri-limite per la
determinazione originaria dei contributi che non possono essere lasciati alla mera discrezionalità
dell'ente interessato.

Secondo il rimettente la norma denunciata violerebbe anche l'art. 3 Cost., dal momento che
secondo l'art. 4 del regolamento di riscossione dei contributi in questione la stessa entità del
contributo, a parità di anzianità anagrafica, grava su tutti indistintamente gli obbligati
indipendentemente dal loro reddito.

2. - E' intervenuto in giudizio il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso
dall'Avvocatura generale dello Stato, concludendo per l'inammissibilità, o, comunque, per
l'infondatezza della questione.
Secondo la difesa erariale, l'ordinanza di rimessione, omettendo ogni riferimento alla concreta
determinazione dell'organo che ha deliberato la misura del contributo, non consente di stabilire, in
concreto, se sia stato fatto, da parte di tale organo, un uso ragionevole del potere discrezionale che
la legge gli attribuisce per la quantificazione dei contributi.

Parimenti inammissibile – a giudizio dell'Avvocatura – è la censura riguardante l'asserita
violazione dell'art. 3 Cost., per essere stato fissato il contributo di cui si tratta in ragione soltanto
dell'età anagrafica. Tale censura ha ad oggetto non la legge, ma un regolamento, per sua natura non
censurabile in questa sede.

Nel merito, secondo la difesa erariale, la riserva di legge disposta dall'art. 23 Cost. risulta
pienamente soddisfatta dalla norma censurata. La Fondazione ONAOSI rientra tra gli enti
previdenziali dei liberi professionisti privatizzati con il citato d.lgs. 30 giugno 1994, n 509. La legge
delega 24 dicembre 1993, n. 537, aveva disposto (art. 1, comma 33) che la privatizzazione di tali
enti si realizzasse nelle forme dell'associazione o della fondazione «con garanzie di autonomia
gestionale, organizzativa, amministrativa e contabile, ferme restandone […..] l'obbligatoria
iscrizione e contribuzione agli stessi degli appartenenti alle categorie di personale a favore dei quali
essi risultano istituiti.»

In conclusione, secondo la difesa erariale, il potere impositivo esercitato trova la sua fonte nella
legge, in piena conformità con il dettato dell'art. 23 Cost., mentre l'eventuale erroneità o invalidità
della determinazione contributiva operata in concreto, per difformità rispetto ai princípi di legge,
potrebbe costituire violazione non censurabile in sede di giudizio di legittimità costituzionale.



Considerato in diritto

1. - Il Tribunale di Parma dubita, in riferimento agli artt. 3 e 23 della Costituzione, della
legittimità costituzionale dell'art. 2, lettera e), della legge 7 luglio 1901, n. 306 (Provvedimenti pel
Collegio-convitto per gli orfani dei sanitari italiani in Perugia), quale sostituita dall'art. 52, comma
23, della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e
pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2003), il quale prevede che «Alle spese occorrenti per il
mantenimento, l'educazione e l'istruzione degli orfani e delle orfane di cui all'art. 1 concorreranno
[…] tutti i sanitari iscritti agli ordini professionali italiani nella misura stabilita dal consiglio di
amministrazione della fondazione che ne fissa misura e modalità di versamento con regolamenti
soggetti ad approvazione dei ministeri vigilanti, ai sensi dell'art. 3, comma 2 del decreto legislativo
30 giugno 1994, n. 509 (Attuazione della delega conferita dall'art. 1, comma 32, della legge 24
dicembre 1993, n. 537, in materia di trasformazione in persone giuridiche private di enti gestori di
forme obbligatorie di previdenza e assistenza)».
La disciplina dell'attività della Fondazione, al cui consiglio di amministrazione è rimessa la
determinazione dei contributi, risale alla legge 7 luglio 1901, n. 306 (Provvedimenti pel Collegio-
convitto per gli orfani dei sanitari italiani in Perugia). L'oggetto dell'attività di tale ente è sempre
stato il mantenimento, l'educazione e l'istruzione degli orfani bisognosi dei medici, chirurghi,
veterinari e farmacisti gravati di contributi obbligatori (oltre che volontari). La misura di tali
contributi - per un primo periodo - è stata stabilita direttamente da vari provvedimenti di legge: dal
decreto-legge luogotenenziale 27 ottobre 1918, n. 1725, convertito, con modificazioni, nella legge 4
ottobre 1920, n. 1476; dal regio decreto-legge, 27 settembre 1938, n. 1825, convertito in blocco
nella legge 2 giugno 1939, n. 739, ed infine dalla legge 31 gennaio 1949, n. 21.

Solo con la legge n. 289 del 2002 la determinazione dei contributi obbligatori è stata affidata
all'iniziativa del Consiglio di amministrazione della Fondazione mediante regolamenti soggetti ad
approvazione interministeriale. E ciò, per effetto dell'avvenuta privatizzazione dell'ente stabilita
dalla legge 24 dicembre 1993, n. 537 (Interventi correttivi di finanza pubblica), dalla cui delega ha
tratto origine il decreto legislativo n. 509 del 1994. Nel fissare i princípi ed i criteri direttivi della
privatizzazione degli enti previdenziali, tra i quali l' ONAOSI, l'art. 1, comma 33, lettera a), numero
4, della legge n. 537 del 1993 disponeva che essa si realizzasse nelle forme dell'associazione o della
fondazione «con garanzie di autonomia gestionale, organizzativa, amministrativa e contabile, ferme
restandone […..] l'obbligatorietà della iscrizione e della contribuzione agli stessi degli appartenenti
alle categorie di personale a favore dei quali essi risultano istituiti».

L'art. 1, comma 4, del decreto legislativo n. 509 del 1994 prevede quali criteri ispiratori dello
statuto e del regolamento da adottarsi a cura degli enti previdenziali privatizzati: a) la «trasparenza
nei rapporti con gli iscritti e composizione degli organi collegiali, fermi restando i vigenti criteri di
composizione degli organi stessi così come previsti dagli attuali ordinamenti»; b) la
«determinazione dei requisiti per l'esercizio dell'attività istituzionale, con particolare riferimento
all'onorabilità e professionalità dei componenti degli organi collegiali e, comunque, dei responsabili
dell'associazione o fondazione»; c) la «previsione di una riserva legale, al fine di assicurare la
continuità nell'erogazione delle prestazioni in misura non inferiore a cinque annualità dell'importo
delle pensioni in essere».

L'art. 2 dello stesso decreto legislativo, dopo aver riconosciuto agli enti trasformati in
associazioni o fondazioni «autonomia gestionale, organizzativa e contabile, nel rispetto dei princípi
stabiliti dal presente articolo nei limiti fissati dalle disposizioni del presente decreto in relazione alla



natura pubblica dell'attività svolta» (comma 1), stabilisce che «La gestione economico-finanziaria
deve assicurare l'equilibrio di bilancio mediante l'adozione di provvedimenti coerenti alle
indicazioni risultanti dal bilancio tecnico da redigersi con periodicità almeno triennale» (comma 2).
In caso di disavanzo economico-finanziario, con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza
sociale, di concerto con gli altri Ministri indicati nel successivo art. 3, comma 1, «si provvede alla
nomina di un commissario straordinario, il quale adotta i provvedimenti necessari per il riequilibrio
della gestione» (comma 4).

Il successivo art. 3 specifica che la vigilanza sulle associazioni o fondazioni, affidata al
Ministero del lavoro e della previdenza sociale, al Ministero del tesoro, nonché ad altri Ministeri
competenti, si esercita attraverso l'approvazione degli statuti e dei regolamenti degli enti in
questione, nonché delle «delibere in materia di contributi e prestazioni » (comma 2, lett. a) e b) e
può essere preceduta dalla formulazione di specifici rilievi dei quali gli organi devono tener conto
nella propria «motivata decisione definitiva» (comma 3).

Successivamente la legge 8 agosto 1995, n. 335 (Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e
complementare) all'art. 3, comma 12, nel delineare specificamente le sfere di autonomia normativa
e gestionale degli enti previdenziali privatizzati, ha disposto che in esito alle risultanze del bilancio
tecnico e in attuazione di quanto previsto dall'art. 2, comma 2 del d.lgs. n. 509 del 1994, «sono
adottati dagli enti medesimi provvedimenti di variazione delle aliquote contributive, di
riparametrazione dei coefficienti di rendimento o di ogni altro criterio di determinazione del
trattamento pensionistico nel rispetto del principio del pro-rata in relazione alle anzianità già
maturate rispetto alla introduzione delle modifiche derivanti dai provvedimenti suddetti».

2. - Secondo il giudice rimettente, la norma censurata si pone in contrasto con l'art. 23 della
Costituzione perché, in assenza di ogni indicazione sui criteri per la determinazione dei contributi
obbligatori, viola la riserva di legge relativa alle prestazioni patrimoniali imposte. Inoltre, il
contributo, così come in concreto quantificato dall'art. 4 del regolamento ONAOSI concernente la
riscossione dei contributi obbligatori e volontari, approvato con l'atto interministeriale 31 luglio
2003, collide con il principio di uguaglianza dettato dall'art. 3 della Costituzione, atteso che esso
viene posto a carico di tutti i soggetti obbligati in base al solo criterio dell'età anagrafica e senza
alcun riguardo ai redditi di ciascuno di essi.
3. - Preliminarmente, dev'essere disattesa l'eccezione di inammissibilità per difetto di rilevanza,
sollevata dall'Avvocatura dello Stato in relazione alla carenza, nell'ordinanza di rimessione, di ogni
riferimento alla concreta determinazione dell'organo che ha deliberato la misura del contributo, il
che non consentirebbe di verificare, in concreto, l'uso ragionevole del potere discrezionale che la
legge gli attribuisce per la quantificazione dei contributi.
Dal tenore dell'ordinanza di rimessione emerge chiaramente che le somme richieste ai ricorrenti
del giudizio principale trovano origine nel precitato regolamento adottato dal consiglio di
amministrazione della Fondazione resistente, emanato in attuazione della legge della cui legittimità
costituzionale si dubita.

4. - La questione è fondata.
Ai sensi della norma denunciata, la determinazione del contributo imposto ai sanitari iscritti agli
ordini professionali italiani dei farmacisti, dei medici chirurghi, degli odontoiatri e dei veterinari,
spetta al consiglio di amministrazione della Fondazione ONAOSI, che ne fissa l'entità e le modalità
di versamento con regolamenti soggetti ad approvazione del Ministero del lavoro e della previdenza
sociale, di concerto col Ministero del tesoro e degli altri Ministeri competenti ad esercitare la
vigilanza per gli enti previdenziali privatizzati ai sensi dell'art. 3, comma 2, del d.lgs n. 509 del



1994.

Non v'è dubbio che ai contributi in esame, siccome determinati con atto unilaterale, alla cui
adozione non concorre la volontà del privato, sia da attribuire la natura di prestazioni patrimoniali
obbligatoriamente imposte, come tali soggette alla garanzia dettata dall'articolo 23 Cost.

Tale parametro, secondo la costante giurisprudenza di questa Corte, configura una riserva di
legge di carattere “relativo”, nel senso che essa deve ritenersi rispettata anche in assenza di una
espressa indicazione legislativa dei criteri, limiti e controlli sufficienti a delimitare l'ambito di
discrezionalità dell'amministrazione (sentenza n. 67 del 1973 e n. 507 del 1988) purché la concreta
entità della prestazione imposta sia chiaramente desumibile dagli interventi legislativi che
riguardano l'attività dell'amministrazione (sentenze n. 507 del 1988, n. 182 del 1994, n. 180 del
1996, n. 105 del 2003).

Così individuata la portata della riserva di legge posta dall'art. 23 Cost., appare evidente che la
disciplina legislativa sugli obblighi contributivi posti dalla norma denunciata, esaminata nel
contesto dei dati normativi citati, non risponde ai requisiti indicati dalla richiamata giurisprudenza
costituzionale.

In particolare, venuto meno ogni collegamento con le fonti legislative succedutesi sino al 1949,
la norma censurata, pur contenendo l'identificazione dei soggetti tenuti alla prestazione, nonché del
modello procedimentale cui la Fondazione deve uniformare la propria attività, si limita a
confermare l'obbligatorietà dei contributi previdenziali, che continuano ad esser posti a carico dei
medesimi soggetti professionali anche dopo la privatizzazione dell'ente impositore, senza offrire
alcun elemento, neanche indiretto, idoneo ad individuare criteri adeguati alla concreta
quantificazione e distribuzione degli oneri imposti ai soggetti sopra menzionati.

Invero, i controlli previsti nel corso della procedura di approvazione dei contributi riguardano gli
aspetti gestionali e di bilancio, mentre restano completamente in ombra le valutazioni sull'entità dei
contributi obbligatori (come pure dei relativi aggiornamenti). Il risultato è che non si comprende in
quale modo i precitati criteri e limiti possano essere ricavati da procedure di controllo ministeriale
mirante a tutt'altro fine.

Per tali ragioni, la questione di legittimità sollevata dal Tribunale rimettente, in riferimento all'art.
23 della Costituzione, è fondata.

5. - Resta assorbita la questione sollevata al riferimento art. 3 della Costituzione.
Per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 2, lettera e), della legge 7 luglio 1901, n. 306
(Provvedimenti pel Collegio-convitto per gli orfani dei sanitari italiani in Perugia), quale sostituito
dall'art. 52, comma 23 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (Disposizioni per la formazione del
bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria del 2003), nella parte in cui prevede
che la misura del contributo obbligatorio di tutti i sanitari iscritti agli ordini professionali italiani è
stabilita dal consiglio di amministrazione della Fondazione Opera Nazionale Assistenza Orfani
Sanitari Italiani (ONAOSI), con regolamenti soggetti ad approvazione dei ministeri vigilanti, ai
sensi dell'art. 3, comma 2, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509 (Attuazione della delega
conferita dall'art. 1, comma 32 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, in materia di trasformazione in
persone giuridiche private di enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza).



Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 5 giugno

2007.

F.to:

Franco BILE, Presidente

Luigi MAZZELLA, Redattore

Maria Rosaria FRUSCELLA, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 14 giugno 2007.

Il Cancelliere

F.to: FRUSCELLA


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